giovedì 31 agosto 2017

Antartide: il grande silenzio


Sound and nature are inseparable. Silence and nature are inseparable.
These parameters of our world are often neglected.
‘Sonically, an extraordinary silence embraces much of Antarctica. In this regard, my most profound listening was inward. Sitting on a scree slope in the Taylor Valley, on a windless afternoon, the only sound I heard was that of my pulse, a dull thud and swish against the hood of my parka.’(cit)

 Il suono e la natura sono inseparabili. Il silenzio e la natura sono inseparabili.
Questi aspetti del nostro mondo sono spesso trascurati.

"Un silenzio straordinario abbraccia gran parte dell'Antartide. A questo proposito, il mio più profondo ascolto era interiore. Seduto su un pendiodi nella Taylor Valley, in un pomeriggio senza vento, l'unico suono che ho sentito era quello del mio battito cardiaco, un tono sordo e un fruscio contro il cappuccio del mio parka."

Uscendo a mezzanotte in una giornata senza vento a Hut Point solo il rumore del sottile strato di ghiaccio che scricchiola sotto i miei piedi....

video






Citato da: Antarctica - Music, sounds and cultural connections, edizione The Australian National University, 2011


sabato 12 agosto 2017

La reazione dei ghiacci antartici alla concentrazione di CO2 nell'atmosfera nei periodi del primo e medio Miocene: osservazioni e modelli da Andrill 2007

 

Dall'osservazione dei sedimenti estratti da Andrill 2007 e da una complementare elaborazione di un modello della calotta glaciale si ricava che i bordi della calotta antartica erano altamente dinamici nel periodo tra il primo e il medio miocene. La variazione nei margini della calotta antartica ci dice che alle alte latitudini meridionali i ghiacci erano sensibili a piccole variazioni della concentrazione di CO2 nell'atmosfera (tra 280 e 500 pmm) variazioni simili a quelle previste per i prossimi secoli.

I periodi del primo e del medio Miocene (23-14 Mya)sono molto indicati per studiare come la temperatura media della terra e la concentrazione di CO2 nell'atmosfera influirono sul clima del pianeta. È importante sottolineare che, questo intervallo di tempo include il Miocene Climatic Optimum, un periodo durante il quale le temperature medie superficiali erano 3-4 ° C più alte di oggi e la CO2 aveva una concentrazione simile a quella prevista per i prossimi decenni dai modelli di espansione dell'effetto serra.

I dati ricavati dall'analisi dei sedimenti estratti mostrano variazioni della CO2 da (~ 280 ppm), valori corrispondenti a quelli preindustriali, a (~ 500 ppm), valori considerati già alti.
Da altri studi geologici si deduce che la geografia del Miocene era simile a quella odierna soprattutto per quello che riguarda la circolazione di correnti e venti attorno all'Antartide e nell'oceano australe meridionale. Altri dati geologici ci indicano una variabilità di circa 100 metri del livello degli oceani, da un +40 a un -60.
Questo presuppone una corrispondente variazione dello spessore del ghiaccio antartico.

Le variabili che determinano l'aumento o la diminuzione dello spessore del ghiaccio sono molto complesse ma oggi abbastanza chiare sia nel tipo che nei loro valori.
Quello che si può ricavare dalla lettura di questo articolo è che ogni qualvolta che la concentrazione in atmosfera della CO2 si avvicina e/o supera il valore di 400ppm si ha un indebolimento delle barriere oceaniche e atmosferiche che isolano l'Antartide dal resto dell'oceano australe e della corrispondente fascia atmosferica tanto che un possibile ritiro dei ghiacci della calotta antartica occidentale avrebbe fortemente influenzato la situazione del ghiaccio nel mare di Ross e nella contigua calotta antartica orientale favorendo un disgelo costiero con comparsa ed espansione della tundra.

Le immagini a corredo illustrano queste fasi di oscillazione dello spessore del ghiaccio nella zona del mare di Ross in cui è avvenuta la perforazione dei sedimenti di Andrill 2007.




Testo e immagini liberamente tratte da: "Antarctic Ice Sheet sensitivity to atmospheric CO2 variations during the Early to mid-Miocene", di Richard H. Levy, David M. Harwood, Fabio Florindo, Francesca Sangiorgi, Robert Eagle, Hilmar von Eynatten, Edward Gasson, Gerhard Kuhn, Aradhna Tripati, Robert DeConto, Christopher Fielding, Brad Field, Nicholas Golledge, Robert McKay, Timothy Naish, Matthew Olney, David Pollard, Stefan Schouten, Franco Talarico, Sophie Warnyn, Veronica Willimott, and SMS Science Team.