venerdì 16 ottobre 2026

Antarctic - Sea Ice Switch 

Il programma di ricerca Antarctic Sea-Ice Switch sta studiando il ruolo fondamentale delle dinamiche del ghiaccio marino antartico sul nostro clima, gli oceani, la stabilità della calotta glaciale e gli ecosistemi marini. Attraverso la tecnologia all'avanguardia e la modellazione avanzata, quest ricerca migliorerà le proiezioni future e informerà la gestione ambientale e le strategie di azione per il clima. 
 
Mare di Ross - ghiaccio marino

Il 2022 è stato un anno da record per la riduzione del ghiaccio marino antartico, ma nel 2023 l'estensione del ghiaccio marino si è ridotta di un ulteriore e sbalorditivo 10% rispetto al 2022. Mentre il 2024 è stato leggermente meno estremo, preoccupante, per la prima volta il ghiaccio marino invernale (nella sua massima estensione) non si è ripreso dagli estremi minimi estivi del 2023. È questa la nuova normalità?
 
Terranova - lungo la costa

I cambiamenti del ghiaccio marino sono motori complessi del cambiamento climatico regionale e globale. Tuttavia, le osservazioni sul ghiaccio marino sono brevi (i dati satellitari affidabili esistono solo dal 1979) e la variabilità naturale è elevata. Ciò significa che la capacità dei modelli climatici di catturare il comportamento osservato dal ghiaccio marino e di proiettare le tendenze future rimane scarsa. 
 
Banchisa e ghiaccio marino - dicembre 2007

Il sito web del Progetto  - Foto originali di G. Scotto di Clemente
 
 

venerdì 28 agosto 2026

 Himalaya, la tragedia climatica

Da "Il fatto quotidiano" - 28/08/2026
 

Grazie alle prime immagini satellitari interpretate dal gruppo di ricerca GAPHAZ - Glacier and Permafrost Hazards in Mountains sembra che si sia trattato di un cedimento di una porzione frontale di un ghiacciaio a quota 5.200 metri nella zona del Langtang Lirung (7.227 m, Nepal, 140 km a Ovest dell'everest). 

 La fronte glaciale è collassata in quanto risul-terebbe franato anche il basamento roccioso che la sosteneva creando una colossale valanga di ghiaccio e roccia. Non è stata invece una GLOF (Glacier lake outburst flood), ovvero una piena causata da svuotamento di lago glaciale, in quanto nelle immagini satel-litari non ce n'è traccia. 

Nella rapida discesa a valle, lo sviluppo di calore per attrito ha liquefatto il ghiaccio generando una lava torrentizia che si è via via ingrossata con i detriti asportati dai versanti vallivi, abbattendo 19 ponti e oltre 40 km di strade.

L'impatto con il valico di frontiera tra Cina e Nepal a Rasuwagadhi-gyirong, noto come Friendship Bridge, è stato devastante, l'onda di piena ha spazzato via interi villaggi e causato probabilmente più di mille vittime. Il terremoto di magnitudo 5.2 registrato dai sismografi della regione non è stato la causa bensì l'effetto dell'enorme frana.

 

Cosa c'entra il riscaldamento globale con questo evento?  

Semplicemente è un fattore potenziale di innesco che ne aumenta le probabilità di accadimento e le dimensioni. Le elevate temperature che anche sulla catena Himalayana divorano da decenni neve e ghiaccio destabilizzano il permafrost, cioè il suolo perennemente gelato che agisce da collante tra i blocchi rocciosi; l'acqua che circola tra il ghiaccio e la roccia lubrifica le superfici, accelera i movimenti dei ghiacciai, gli spostamenti, si infiltra nelle fratture.  

 

Movimenti che solo trent'anni fa si misuravano in centimetri al giorno diventano improvvisamente di svariati metri, fino al collasso istantaneo...

 
Friendship Bridge - 1997





Foto di G. Scotto di Clemente - Tra Tibet e Nepal 1997